Nazisti e micropeni

Un pezzo canonico che non è quel che appare e un canone apparente per star sul (pe)zzo

Leggo adesso di questa storia, che mi lascia contemporaneamente sgomento e niente affatto sorpreso. Cominciamo col dire che alla “smentita” di Gruber non credo affatto. L’episodio, stando a quanto riportato, sarebbe avvenuto in un contesto pubblico. Ci sono dei testimoni. Anche se non credessi a Pozzolo, difficile pensare che farebbe esplodere un casino completamente inventato.

Non so niente di Gruber come persona, per cui mi baso solo su quello che viene riportato: l’idea che gli uomini “poco dotati” (a insindacabile giudizio degli standard della donna che parla) siano “insoddisfatti” (perché se non sei considerato dotato dalle donne, non puoi esserlo: il cazzo è misura di ogni cosa) è piuttosto diffusa. Dire che Roberto Vannacci sia “nazista perché ce l’ha piccolo” è espressione di questa cultura della primazia vaginale.

Potremmo discutere molto di quale sia la soglia della “dotazione” di un uomo percepita da una donna: a occhio, in questo caso si tratta di avere delle opinioni e difenderle. Nel frattempo, a una donna per essere considerata “nazista” serve che abbia come minimo avvelenato i suoi figli dentro un bunker di Berlino. E anche lì siamo pieni di giustificazioni: poverina, era stressata, quello dei regimi è un ambiente competitivo, le donne devono sempre fare il doppio per raggiungere gli stessi titoli degli uomini, Magda è una brava madre di famiglia, Joseph l’ha esasperata. Vabbe’.

L’idea espressa da Gruber rispetto a Vannacci è quella della protesi magica, che magari esistesse, amiche: magari bastasse aggiungere un’appendice al cazzo, per far sparire tutti i problemi del mondo. Invece no, guarda un po’, un giunto artificiale non è una bacchetta magica, e non fa sparire né i problemi né le opinioni. Lo so, è brutto scoprirlo così. Mi spiace per voi. La vita è difficile.

A tutto questo aggiungerei che, stando ai fatti riportati, l’episodio sarebbe avvenuto in un contesto conviviale, appunto: il classico pulmino in cui si portano in giro gli ospiti a un festival o a una serie di incontri, in cui generalmente si ride, si chiacchiera, ci si fanno i selfie. Un luogo sicuro, informale, in cui difficilmente si va a cercare la rissa. Alla donna che l’avrebbe espressa, quell’opinione deve essere sembrata condivisibile, molto poco pregiudiziosa.

Magari bastasse la cultura, in senso di leggere e scrivere libri, per lasciarsi certe deformazioni alle spalle, soprattutto quando non sono affatto percepite come deformazioni ma come pilastri dell’identità democratica. No, non sono stupito che una roba così sia uscita da una donna di cultura. Basta frequentare gli ambienti dell’intellighenzia giusto un pochino per capire quanto sono ingenerosi col nazionalsocialismo.

Vannacci si sta facendo tatuare una svastica, non ha tempo per offendersi e nemmeno difendersi. Rimaniamo noi, che secondo Gruber, a quanto pare, dovremmo preoccuparci tutto il tempo di pentirci di non essere Rocco Siffredi perché non ci diano dei complici dell’olocausto ogni volta che esprimiamo un’opinione sgradita. Rimaniamo noi, che dobbiamo sentirci dire ogni giorno che se non sorridiamo carini e ironici di fronte a quella che letteralmente ci etichetta il cazzo è perché ci manca una protesi.

POSTILLA: il pezzo che avete letto è la replica quasi esatta di un post vero, in difesa di Michela Murgia, pubblicato in seguito all'attuale polemica da un quarto d'ora su Michele Mari e una sua presunta frase sulla scrittrice "violenta" perché brutta e insoddisfatta.

Stessi argomenti, stessa accondiscendenza e fiducia per la buonafede dei "propri", stessa lapidarietà verso le smentite degli "altri", stessa sentenza senza appello; mi sono limitato a sostituire un idolo che approvate con un altro che invece no, la violenza col nazismo, e il canone estetico inaccettabile con uno che fa molto più ridere e annuire.

Era un trappolone. L'ho fatto per il solo gusto di indispettirvi con la prospettiva, e per plagiarvi irrimediabilmente: stanotte sognerete Vannacci nudo, con un tubo del 26 attaccato con lo scotch, che fa l'elicottero davanti alla Gruber per convincerla di essere democratico.

E non fate quelle facce incarognite, sorridete. Non vorrete sembrare nazisti col cazzo piccolo, vero?

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