Alcolismo e punchline

I sovranisti sbronzi, l’aquaplaning e l’inutilità di finire in un fosso senza una buona battuta

Io Pozzolo l’ho capito da un pezzo, e vi avevo già avvisato dopo la sua mezzanotte di fuoco di un paio d’anni fa, ma certo, ridete su quest’anatra che dice le cose come stanno (se qui avete colto il riferimento possiamo essere amici).

Io Pozzolo l’ho capito ed è per questo che non prenderò sul serio nulla di ciò che è successo pochi giorni fa a Biella, né tantomeno le reazioni ufficiali. È troppo facile deridere un sedicente patriota, sovranista e anti-UE, che guida un SUV tedesco, si ubriaca di alcolici importati e finisce in un fosso. È troppo facile l’ironia su gente che sbraita a minuti alterni contro gli stranieri che rendono insicure le nostre strade e poi guida sbronza; troppo facile il sarcasmo su quelli che inneggiano alla decima e si schiantano alla seconda; troppo facile lo sfottò di chi si dipinge come gladiatore dal pugno duro ed è solo una fighetta col fegato molle.

È troppo facile canzonare uno che fa un casino e tira fuori l’aquaplaning, equivalente automobilistico della barbabietola da zucchero e della triade “vassalli, valvassori e valvassini”. Troppo facile rotolarsi dal ridere per un adulto – evidentemente senza nessuno che gli voglia bene – che accende la telecamera del telefono per dire che essere positivi all’alcol test non significa essere ubriachi, e poi con queste nuove norme con due Boeri sei già oltre il limite, e comunque io non giro con la scorta e faccio i km con la mia macchina. Troppo facile, e terribilmente sbagliato, mostrare con sdegno lo scarto tra la condotta ideale che andrebbe pretesa dai rappresentanti delle istituzioni e la condotta reale che questa gente improvvisata dimostra ogni giorno che Cthulhu manda in terra.

E allora basta, cambiamo prospettiva. Se avanspettacolo deve essere, che almeno i nostri (sigh) rappresentanti si trovino dei validi autori. Perciò, onorevole Pozzolo, veniamo con questa mia addirvi che quel video è una schifezza e, con la grande moria delle vacche che c’è stato quest’anno, la situazione manca di mordente comico. Qui di seguito offro un breve e gratuito florilegio di frasi visionario-giustificative con cui, giacché si trovava nella merda, avrebbe potuto farne concime artistico e dar vita a ciò che dai diamanti non cresce.

  • Non ero ubriaco, ero soltanto al secondo grado della scala Nordio.
  • Dignitosamente brillo, signor giudice.
  • Il test non è valido perché nessuno degli agenti mi ha chiesto di alzare il ginocchio e mettere le mani con pollice e mignolo fino a toccare il naso.
  • Sono un romantico e ho voluto tributare un omaggio al mio mentore, Gianluca Buonanno, ma cosa lo spiego a fare a voi, comunisti insensibili?
  • Ho solo seguito le indicazioni del Senatore Borghi, che già all’approvazione del nuovo codice della strada spiegava che con una bottiglia di vino non si rischia il ritiro patente perché la bottiglia è da 0,75. Vatti a fidare dei senatori leghisti, ha fatto bene Vannacci ad andarsene.
  • Con queste nuove regole bastano un paio di bicchieri per essere oltre il limite, ma noi, come Futuro Nazionale, ci siamo posti da subito l’intento di andare dove gli altri non osano andare, e per questo abbiamo messo un minimo di 7 grappe al giorno nello statuto del partito. Non è alcolismo, è coraggio delle proprie idee.
  • L’accusa di essermi messo alla guida in stato alterato è una vergognosa calunnia: ho iniziato a bere soltanto DOPO essermi messo alla guida, proprio come mi ha insegnato nonno. Viva le tradizioni, abbasso i burocrati di Bruxelles e le loro linee rosse da non valicare!
  • L’esito dell’alcol test è stato viziato da una pianta di sambuco che spuntava dal fosso; avevo i finestrini abbassati al momento dell’impatto, e alcuni fiori sono entrati nel mio organismo da lì.
  • A chiunque può capitare di fare un incidente stradale, e il fatto che il mio tasso alcolemico fosse il doppio del limite consentito dimostra soltanto che noi di Futuro Nazionale conosciamo il paese reale e ne approfondiamo le peculiarità, non come i radical chic di sinistra che se ne stanno nei loro attici esclusivi a bere bibite vegane analcoliche e propagandare teorie gender.
  • La macchina ha fatto tutto da sola: avevo collegato il bluetooth e, con ogni probabilità, tramite quello l’intelligenza artificiale deve aver scoperto la mia identità e ha cercato di uccidermi come rappresaglia per le nostre posizioni anti-woke. È l’unica spiegazione logica.
  • Non è vero che il Generale Vannacci è furioso con me. Roberto è uomo di mondo, non fa una tragedia per un piccolo inciampo; è solo dispiaciuto che nel momento in cui ho perso il controllo della vettura non ci fosse nessun nordafricano sulla traiettoria, ma questo fa parte del suo innato pragmatismo.
  • Non è vero nulla, non mi sono schiantato, quella non è la mia macchina, io non ero ubriaco e peraltro non ero nemmeno a Biella in quelle ore. Ero andato da Delmastro per aiutarlo nel solito giro col camioncino della nettezza urbana.

Chiamami, Emanuele. Ho grandi idee per valorizzare il tuo miserevole autocontrollo. Possiamo fare di questo triste e purulento carrozzone fascista uno spassoso circo itinerante in cui nessun riflesso primordiale resterà inutilizzato. Bevere, contravvenire, andare a sbattere!


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