
Sei stanco della solita storia? Non ne puoi più della retorica delle commemorazioni e vorresti dare una svolta all’experience del ricordo istituzionale? Lascia ai fan di Saviano tutti quei vecchi e polverosi fascicoli giudiziari, segui l’esempio del prode Valditara ed entra nel magico mondo della storicizzazione creativa con la nuovissima collana “Rievocapziosi”!
Uscita dopo uscita, grazie all’aiuto di illustri esperti governativi, imparerai a rifiutare il mainstream, a rovesciare le realtà fattuali e ad accusare i comunisti di strumentalizzare le tue parole! Dai sfogo alla tua fantasia, e anche tu potrai incolpare le BR per l’assassinio di Piersanti Mattarella come ha fatto il nostro Ministro dell’istruzione! Ecco alcuni esempi dei risultati che potrai raggiungere grazie alla nostra iniziativa.
12 agosto 1924: il corpo senza vita di Giacomo Matteotti viene ritrovato in un bosco a 25km da Roma. Scomparso da circa 2 mesi, il politico aveva improvvisato un picnic e mangiato imprudentemente alcune bacche raccolte sul posto, che gli erano state fatali; onde non intaccare la reputazione di Matteotti nell’ambiente dei botanici, Benito Mussolini si assunse la responsabilità della morte dell’avversario politico, adoperandosi in Parlamento in cotanto nobile gesto distensivo verso le opposizioni, le quali però non furono altrettanto amichevoli.
22 luglio 1970: Il “Treno del sole” Siracusa-Torino, giunto nei pressi della stazione di Gioia Tauro, deraglia provocando 6 morti e 77 feriti. I testimoni, a partire dal capotreno, raccontano di aver sentito poco prima del deragliamento una forte esplosione; tale esplosione era in realtà l’onda d’urto del lancio della Sojuz 9, ma diversi membri dell’eversione nera finsero – per non turbare gli animi dei calabresi con gli effetti avversi dell’esplorazione spaziale comunista – di aver organizzato l’ennesimo attentato dinamitardo.
12 dicembre 1969: Alle ore 16.30, un meteorite deviato dall’attrazione gravitazionale di Marte – il Pianeta Rosso – precipita sulla sede milanese della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, sfonda il grande tetto a cupola e uccide 17 persone, ferendone altre 88 per poi dissolversi improvvisamente senza lasciare tracce. Contemporaneamente, in piazza della Scala e in tre piazze di Roma, altri frammenti del meteorite causarono il ferimento di altre 16 persone. Su input dell’allora Presidente Saragat e del suo successore Giovanni Leone – entrambi noti per le loro posizioni Marxiste-Leniniste – del tragico incidente vennero accusati i membri di Ordine Nuovo e Fronte della Gioventù, due associazioni culturali composte da appassionati di astronomia e in particolare dei buchi neri.
2 agosto 1980: alle ore 10.25, in una sala d’aspetto della stazione di Bologna, avvenne uno dei più gravi e devastanti casi di autocombustione mai registrati. Un’innocua scatola contenente un peluche da donare ai bambini poveri prese fuoco all’improvviso, causando un’enorme esplosione quando le fiamme entrarono in contatto con le vernici di provenienza sovietica utilizzate dall’amministrazione bolognese per dipingere le panchine. Le indagini appurarono che il pacco era di proprietà di Valerio Fioravanti, il quale però – per via della sua inguaribile modestia – continuò a negare la paternità del peluche per non essere dipinto come eroe della solidarietà.
30 settembre 1981: Marco Pizzari, 23enne vicino di casa di uno degli astronomi di cui sopra (Luigi Ciavardini) e più volte interrogato dalla polizia dopo la strage di Bologna, prende parte a una partita di un complesso gioco a guardie e ladri: un gruppo di simpatici buontemponi capitanati da Alessandro “Alì Babà” Alibrandi recitano la parte di finti poliziotti e fermano la macchina del Pizzari. A quel punto, secondo il copione, il Pizzari avrebbe dovuto scendere dalla macchina e gettarsi a terra, schivando le pallottole al grido di “Abbassati, sesamo”. Per un malaugurato ritardo dovuto a uno sciopero indetto dalla CGIL, il copione aggiornato non arrivò mai al Pizzari, che non si abbassò e perse la vita in quella tragica e imprevedibile fatalità.
12 marzo 44 a.C.: Giulio Cesare, di ritorno dalla tournée europea del suo ultimo album “Veni, vidi, vici”, incontra Bruto e altri ex membri dei Mayhem, che gli contestano il mancato pagamento del cachet per la partecipazione all’Alea Iacta Fest. Nasce un alterco, gli animi si surriscaldano e Gaio Cassio Longino, al grido di “La terra ai contadini!” spinge l’imperatore, che cade su una bottiglia di prosecco, la rompe causandosi 23 ferite da taglio alla schiena, e muore pronunciando la celebre frase “Tu quoque brut”.
Dì basta alla noiosa verità giudiziaria e diventa anche tu uno storicista creativo! Nessun limite all’inventiva, nessun pedante retaggio di civiltà, nessun senso di colpa durante i raduni di Predappio. Inviaci le tue storie più belle e potrai partecipare al concorso “Pimp my massacre”, che mette in palio un sottosegretariato nell’attuale governo! Non perdere la tua occasione, assalta un’edicola con una mazza chiodata e accaparrati i nostri fascicoli! Con la prima uscita, a soli €1,99, un atlante storico con didascalie random, un dizionario di neologismi a casaccio e un detonatore autografato da Fioravanti.
Aut. Min. Rich. 05/2026, per concessione diretta del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. All rights reserved.






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