L’attent’occhio (Naked Trump) è una commedia demenziale del 2026 scritta e diretta da Mel Brooks, in collaborazione con David Zucker.
Il film è una parodia di varie pellicole che ruotano attorno al topos dell’attentato al presidente americano, come Air Force One (1997), Shooter (2007) o Prospettive di un delitto (2008). È il primo film di questo genere ad avere come protagonista un vero presidente degli Stati Uniti ancora in carica al momento delle riprese. La pellicola, come da tradizione dei due registi, è caratterizzata da controscena esilaranti, gag in secondo piano, dialoghi ricchi di Easter Eggs, numerosi riferimenti a film hollywoodiani e autocitazioni.
Trama
2026, Cockald Dump è il 47° Presidente degli Stati Uniti d’America durante un periodo di forti conflitti internazionali. È già stato presidente in passato e ha vinto con grande margine le elezioni, grazie a una campagna elettorale aggressiva, forti sospetti di ingerenze straniere, spietati collaboratori proprietari di social network e avallamento di teorie del complotto. Inoltre, è già sopravvissuto, proprio durante la campagna elettorale, a un primo attentato di dubbia credibilità. A poco più di un anno dall’insediamento, Dump ha ampiamente dimostrato insofferenza alle più basilari regole democratiche e, per distrarre da inchieste per reati gravi che lo vedono coinvolto, ha attaccato militarmente numerose nazioni sovrane trascinando gli Stati Uniti e il resto del mondo in una situazione di belligeranza continua.
Il gradimento di Dump è ai minimi storici, al punto che persino i comparti più fondamentalisti che l’avevano sostenuto fino a quel momento iniziano a sospettare che il Presidente sia soltanto un miliardario egomaniaco e infantile, affetto da manie di grandezza e da demenza senile in stato avanzato, e che l’attentato in campagna elettorale fosse a tutti gli effetti una messa in scena. Incastrato in una dispendiosa guerra già persa con il regime iraniano, con la politica interna al collasso e le elezioni di midterm in arrivo, durante l’annuale cena dei corrispondenti della Casa Bianca, alla presenza del Presidente e di tutte le più alte cariche del governo, va in scena l’ultimo disperato tentativo di un Dump ormai vittima di sé stesso e del proprio ego smisurato: un nuovo plateale attentato per compattare i ranghi.
Lo staff presidenziale arruola così un ingegnere meccanico e insegnante trentenne come attentatore, con la promessa di un’assicurazione sanitaria con la quale potersi permettere l’Aspirina. La sera della cena annuale, alla presenza di giornalisti e personalità di rilievo, nella sala delle cerimonie del medesimo Hilton nel quale decenni prima Ronald Reagan subì un analogo attentato che lo privò a vita della pellicina del mignolo destro, il novello Oswald elude la sicurezza e irrompe armato sparando all’impazzata sui tendaggi. Scatta il panico in sala, gli invitati si nascondono sotto i tavoli tenendo fuori la testa per vedere, i reparti speciali della S.W.A.T. immobilizzano l’attentatore mentre le guardie del corpo di Dump mettono in salvo il vicepresidente, poi la First Lady, poi gli smartphone dei commensali, poi un paio di begonie e infine il Presidente. Il salone viene evacuato con calma mentre il folle attentatore, reso inoffensivo dal conto della sartoria per i danni alle tende, viene trascinato fuori dalla polizia. Pochi minuti dopo, il Presidente e le alte cariche indicono una conferenza stampa per dichiarare che, secondo un calcolo del presidente stesso, gli attentati sono aumentati del 4.600% e gli alberghi non sono più un posto sicuro. È quindi necessario riprendere la costruzione della sala da ballo alla Casa Bianca, bloccata dalle toghe rosse della Corte Suprema.
L’attent’occhio

Titolo originale
Naked Trump
Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Anno
2026
Durata
104 min.
Genere
Commedia demenziale
Regia
Mel Brooks, David Zucker
Soggetto
Mel Brooks, Sigmund Freud, Cesare Lombroso
Sceneggiatura
Mel Brooks, David Zucker, Cetto Laqualunque
Casa di produzione
Whitehouse-Pavlov Entertainment
Interpreti e personaggi
- Donald Trump: Presidente Cockald Dump
- JD Vance: Vicepresidente Geiddì Finch
- Melania Trump: First lady Svetlana Dump
- Mark Blankfield: Attentatore
- Stephen Miller: Consigliere per la sicurezza interna
- Kash Patel: Direttore dell’FBI
- Todd Blanche: Procuratore generale
- Alberto Tomba: Alessandro “Alex” Corso, capo della S.W.A.T.
- Giulio Andreotti: Commensale pietrificato dal panico
- Meryl Streep: Invitata che arraffa il vino durante l’evacuazione
- Al Pacino: Satana (non accreditato)
La sequenza finale mostra Cockald Dump che prova la sua danza brevettata nella nuova pista da ballo; l’inquadratura si allarga, mostrando una casa bianca rilucente, circondata da uno scenario post-apocalittico di guerra civile e devastazione. Sulle note dei Village People, un’inquadratura dall’alto sempre più lontana mostra la Terra in fiamme, con colonne di fumo visibili dalla luna; all’improvviso il buio dello spazio profondo lascia spazio a un primissimo piano della smorfia sorridente di Dump, mentre ascolta YMCA a ripetizione nella sua camera imbottita della casa di cura “L’Allegro Rimbambito” per pazienti psichiatrici. Oltre la finestra d’osservazione, un inconsolabile Claudio Borghi accusa i medici di essere al soldo di BigPharma e viene trascinato fuori dalla sicurezza.
Produzione
Le riprese – ad eccezione della sequenza finale, per realizzare la quale sono stati necessari mesi di politiche indiscriminate e numerose violazioni di protocolli – si sono svolte in un unico piano sequenza durante la vera cena per i corrispondenti della Casa Bianca del 2026. La durata della pellicola avrebbe dovuto essere maggiore, ma la scena dell’irruzione è stata anticipata rispetto alla sceneggiatura originale su richiesta diretta di Donald Trump, che ha accettato di prendere parte al film solo a patto di poter evitare il tradizionale stand-up speech autoironico che spetta al Presidente, schivando così impietosi confronti con quello tenuto da Barack Obama nel 2016.
Cast
Ad eccezione di alcuni camei eccellenti, il cast principale è interamente composto dai reali membri dell’amministrazione USA, nessuno dei quali ha avuto precedenti esperienze attoriali di rilievo, anche se Donald Trump insiste a rivendicare quella volta in cui ha dato indicazioni a Macaulay Culkin.
Easter Eggs e Controscena
L’opera, nel classico stile di Brooks e Zucker, gioca su una comicità meno diretta nella quale le gag si svolgono perlopiù sullo sfondo, o negli intermezzi dello sviluppo della trama. Per questa ragione è costellata da un numero imprecisato di inside jokes, easter eggs, controscene e dettagli che contribuiscono all’effetto comico di una trama altrimenti drammatica e banale. Qui di seguito sono riportati alcuni tra i più apprezzati dal pubblico:
- Durante la sequenza dell’evacuazione, le telecamere inquadrano la fuga del Consigliere della sicurezza interna, Stephen Miller, il quale si ripara dietro la moglie incinta e, già che c’è, le mette una mano su una tetta. Sullo sfondo, dietro la tavolata principale, spunta la testa di un guardone che lascia intendere dove siano le sue mani.
- In un brevissimo cameo, una magistrale Meryl Streep (abilmente mascherata) interpreta una delle commensali che, durante l’evacuazione della sala, afferra due bottiglie di vino e le infila sotto il cappotto prima di incamminarsi verso l’uscita.
- Poco prima dell’irruzione, un funzionario si avvicina al presidente per mostrargli un biglietto; il testo del biglietto si intravede per un fotogramma, e la donna accanto lo legge mostrandosi stupita e divertita. Tutto suggerisce che fosse il segnale per l’inizio della messa in scena, ma vista al rallenti la scritta si rivela solo un cazzo stilizzato.

- Ad evacuazione finita, quando agli invitati viene permesso di rientrare nel salone per recuperare effetti personali, molti di loro si attardano scattando selfie e pubblicando stories su Instagram, come è prassi negli USA per ogni individuo coinvolto in un attentato terroristico soltanto qualche minuto prima.
- La conferenza stampa post-attentato è una minuziosa riproduzione di quella tenuta nel 2025 dai membri della Nazionale Italiana di Tennis, visibilmente alterati dall’alcol, dopo la vittoria della Coppa Davis.
Curiosità
L’attore scelto per interpretare l’attentatore è Mark Blankfield, che aveva già lavorato con Mel Brooks in Robin Hood – Un uomo in calzamaglia, nel ruolo del servitore cieco di Robin Hood. L’attore e comico texano era stato dichiarato morto nel marzo del 2024 su idea di David Zucker, per sviare i sospetti riguardo la sua partecipazione alla pellicola e permettere numerosi interventi di chirurgia estetica volti a renderlo irriconoscibile, ma i fan del genere hanno immediatamente riconosciuto nella mira dell’attentatore lo stile e le movenze tipiche di Bellosguardo. In una recente intervista in merito, Zucker si è detto deluso del bluff fallito, mentre Mel Brooks è scoppiato in una fragorosa risata.
Il titolo inglese è un riferimento diretto alla trilogia della Pallottola spuntata, dello stesso Zucker, mentre il titolo in italiano, imposto da Mel Brooks, richiama volutamente Il Pap’occhio (1980) e vuole essere un omaggio a Renzo Arbore, del quale lo stesso Mel Brooks ha imitato la R moscia durante tutto il periodo di promozione del film.

Distribuzione
Il film è uscito direttamente sulle piattaforme streaming, sui social network e nei libri di barzellette. La scelta di evitare la proiezione nelle sale cinematografiche fa parte di una strategia di marketing volta a creare hype per Spaceballs 2, previsto in uscita l’anno successivo, i primi annunci e teaser del quale sono stati pubblicati nei giorni precedenti all’uscita de L’attent’occhio.
Accoglienza
L’Attent’occhio ha generato fin da subito reazioni contrastanti e dominato i trend social fin dai primi istanti.
Da un lato la destra mondiale e parte dei suoi disperati accoliti (su tutti spicca senza dubbio l’Italia) l’hanno rilanciato con i toni severi del vero attentato terroristico, teorizzando addirittura che gli eventi fossero accaduti davvero, e ribadendo contrita solidarietà a Donald Trump, che nel frattempo era tornato a giocare a golf.
Dall’altro i social, il mondo della comicità e l’intero comparto della satira in particolare hanno accolto la pellicola con grandissimo entusiasmo, ironizzando fin da subito e lanciandosi alla scoperta degli easter eggs contenuti nelll’opera e decretandone il successo mediatico che i due registi si auspicavano.





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