
Bravi, bravi. Baloccatevi con l’idea che il divorzio tra Salvini e il Generale della Folgore più amato dai Village People sia un ulteriore atto dello smembramento interno del centrodestra. Irridete pure il povero Borghi, che sta prendendo l’addio di Vannacci con la serenità di chi è sul balcone ad urlare “ti ho anche dato il culo” a chi gli aveva giurato che avrebbe rinnegato suo padre e rifiutato il suo nome. Ironizzate sui tweet invecchiati male, sulle frecciate, sulle accuse di vile tradimento, su Zaia che definisce Vannacci “un corpo estraneo” e sulle profezie di Borghezio che annuncia “sarà il nostro De Gaulle”.
Ridete, sì, ridete come pazzi delle beghe spicciole su nome e logo del nuovo partito, con Giubilei che va per avvocati perché tra il suo “Nazione Futura” e il “Futuro Nazionale” di vannacciana fattura c’è troppa assonanza, e poi nei loghi c’è lo stesso sfondo blu (ma va? Giura! Pensavo un bel rosso vivo), lo stesso tricolore (ohibò, quale originalissima idea), lo stesso font che richiama l’estetica littoria (pazzesco, chi se lo poteva immaginare) e quindi esiste un “alto rischio di confusione tra i due marchi” che va scongiurato per garantire la corretta percezione delle 50 sfumature di nero ai possibili elettori. Tutti e 8 devono essere informati.
Prendetevi gioco – poveri illusi – di una destra con meno cognizione di causa di Noè che dice ai tarli “ok potete salire”; una destra che imbarca fenomeni da baraccone di ogni sorta nel disperato tentativo di vincere la quotidiana guerra con la razionalità. Fate facile umorismo su un fronte sovranista da cortile, fatto di gente che venderebbe la tomba di sua madre a Trump per un pugno di granaglie, ma in cui tutti litigano per mostrarsi più sovranisti degli altri, come in una versione anfetaminica di quella canzone di Gaber.
Riempite pure i social con le battute su Emanuele “micropistola facile” Pozzolo, primo parlamentare ad entrare nei ranghi. Sganasciatevi dalle risate, forza. Dimostrate ancora una volta di non vedere oltre il vostro naso, di non capire il quadro generale, di essere così pieni di voi stessi, nelle vostre terrazze in ZTL mentre lucidate i Rolex con la falce e il martello. Guardate tutti verso Kansas City mentre l’azione è da tutt’altra parte, o forse sotto il vostro naso, proprio lì, di fianco a ciò su cui ironizzate da 2 giorni.
E mentre voi vi chiedete quanto scemi si debba essere per presentare un partito e scoprire il giorno stesso che il nome va cambiato, perché “Futuro Nazionale” è un marchio già registrato (da un ex-5 stelle, ve li ricordate i 5 stelle? Quanti ricordi…), mentre le lacrime vi scendono copiose tra i singhiozzi divertiti, mentre credete di star vedendo la realtà e indicate i vestiti nuovi dell’imperatore, il Generale Vannacci si prepara a stupirvi con il grande coup de théâtre che silenziosamente attende dalla latrina dal sottosuolo.
Dimenticate forse che il Nostro è un fine stratega? Dimenticate forse che la prima regola di ogni duello è far credere all’avversario di essere in controllo? Vi siete forse dimenticati di quella sera del 1996?
Vi state domandando quale sera, vero? Tutto secondo i piani.
Il vostro cianciare di fantomatiche ridicolaggini del Generale ha aperto la scena, la vostra ossessione ha creato il giusto hype. Ora Roberto “Von Clausewitz” Vannacci può fare ciò per cui si è agghindato in abiti barocchi distribuendo specchietti per voi povere allodole comuniste. Ora può salire sul palco e svelare le sue vere intenzioni, il suo vero target, la sorpresa sotto la vestaglia: “Cambierò nome, cambierò nome, cambierò nome, e perché no? Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono! Qua i maranza, presto le foibe, presto i maròòò! Uno alla volta, per carità! Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono! Futuro Nazionale qua! Futuro Nazionale là! Futuro Nazi……. è tutto qua!”





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