Avete tutti torto, stronzi

Uno sfogo intelligente, pacato e per nulla superbo in mezzo alle vostre stupide opinioni

DISCLAIMER: volevo riprendere questo povero e desertificato blog con argomenti molto più interessanti e cruciali per le sorti del mondo, come il cinema di Werner Herzog o la ricetta del caviale di Aperol, ma a questo pezzo mi ci avete costretto voi. Prendetevi le vostre responsabilità, le lascio sul davanzale.

Io non ce l’ho con voi. Ce l’ho con quelli che vi hanno trascinato a suon di notifiche push nella ricerca ossessiva del commento di pancia. Quelli che vi hanno convinto che il tempo di reazione sia più importante della reazione stessa, senza che siate mai stati campioni olimpici sui blocchi di partenza dei 100 metri; tutt’al più eiaculatori precoci che se la raccontano.

Io non ce l’ho con voi. Ce l’ho con quelli che vi hanno convinto che se dite una cazzata e venite platealmente smentiti dalla realtà in un nanosecondo, invece di chiedere scusa e lasciar perdere, la cosa migliore da fare è andare avanti come dei gibboni a difendere quella cazzata, finendo inesorabilmente a sbraitare per giorni “E allora quando lo facevate voi?” come se fosse un argomento valido per gente che non si nutre da un biberon.

Io non ce l’ho con voi. Ce l’ho con quelli che vi hanno convinto che tutto abbia valenza politica, e che quella valenza sia universale e prioritaria, che tra Alfio Muschio e un negriero dell’800 non ci sia alcuna differenza, che a discriminare siano le parole e i simboli invece delle intenzioni con cui le si usa, che è necessario correre a dissociarsi da qualsiasi imbecille che si comporta come tale, che l’impiegato del catasto col santino del duce sia pericoloso quanto Eichmann, che al tizio che frigge i calamari alla festa de l’Unità vadano imputati i crimini di Stalin, che il macellaio sotto casa e i torturatori di cani di Yulin facciano lo stesso mestiere, che ogni morto col vostro stesso cappello è un martire e i morti col cappello sbagliato sono danni accettabili, che a tutto il mondo debba importare dei cazzi vostri quanto interessa a voi.

Io non ce l’ho con voi. Ce l’ho con quelli che vi hanno convinto che la violenza verbale equivalga a quella fisica, che un vaffanculo faccia male quanto un cazzotto, che pubblico ludibrio e garrota abbiano le stesse conseguenze, che le parole uccidano letteralmente, che siano violente in quanto tali, che la stessa parola in bocca a me o a Salvini o a Gandhi possa avere lo stesso peso e la stessa influenza e che con lo stesso appiattimento idiota vada sempre valutata, che il linguaggio d’odio sia un concetto che esiste davvero e non la più facile delle etichette per bollare la conseguenza e sbattersene delle cause, che ad alimentare quel concetto non sia l’ottusità di chi ce l’ha sempre in bocca, che vietare o censurare le parole impedisca i pensieri invece di radicalizzarli.

Io non ce l’ho con voi. Ce l’ho con quelli che vi hanno convinto che per fare sarcasmo sia sufficiente sparare a zero contro chi vi sta antipatico o augurargli le peggio cose facendo facce buffe, che tra insultare e deridere non ci sia differenza, che bestemmiare e dissacrare siano equivalenti, che volgare e osceno siano sinonimi, che l’ironia sia lo scudo definitivo per sparate grossolane e malpensate invece del più delicato dei contesti in cui il peso delle parole è essenziale e va dosato con cautela, che fare le pernacchie nobiliti i vostri pregiudizi, che basti sentirsi satiri perché non si veda chiaramente il risentimento che muove ciò che tentate inutilmente per far passare da puntiglio comico, che esorcizzare una tragedia e farcisi le seghe sopra in pubblica piazza siano il medesimo approccio.

Io non ce l’ho con voi. Ce l’ho con quelli che vi hanno abituato a dare il vostro parere su tutto e ad avere milioni di questioni al giorno da affrontare con la stessa enfasi, intasandovi di libertà di espressione al punto da farvi dimenticare quella di pensiero. Ce l’ho con quelli che hanno abbassato così tanto il livello della discussione da farvi usare la parola “genio” per chiunque non si scaccoli coi petardi, e dato che la vostra percezione della genialità sta tra l’ameba e il cartongesso, poi è ovvio che Kirk vi paia un maestro di retorica, o lo studente di Cambridge che gli ha citato un paio di versetti della bibbia in faccia vi sembri Villaggio di fronte a Borghezio.

Io non ce l’ho con voi. Ce l’ho con quelli che vi hanno promosso alle elementari, producendo generazioni di adulti con titoli di studio che non hanno contezza della realtà, non distinguono il tono di una frase semplice e tantomeno sono in grado di scriverne di efficaci, che pensano che uno psicopatico americano incida “bella ciao” su dei proiettili per fedeltà al trotzkismo e non perché una brutta serie TV ha trasformato un canto partigiano in una hit pop per deboli di mente; adulti che credono alle lacrime di Salvini, che applaudono Odifreddi mentre casca in un trucchetto retorico da terza elementare e si lancia nel distinguo tra l’assassinio di Kirk e quello di Luther King come uno youtuber di dodici anni. Adulti che non percepiscono la differenza tra ridere della morte e ridere del defunto, e a seconda della tifoseria si offendono a caso o si arrogano il diritto di entrare a cazzo dritto in una camera mortuaria in nome di non si sa bene cosa, per poi scambiarsi i ruoli come se niente fosse al prossimo morto ammazzato.

Io non ce l’ho con voi, o forse sì, perché avevo in testa un pezzo molto divertente su Charlie Kirk, un coccodrillo ironico e dissacrante che non avrebbe risparmiato nessuno, e invece, dopo giorni a osservare la manifesta devastazione cognitiva che siete riusciti a produrre, mi fa ribrezzo la certezza di finire accostato a una qualsiasi delle fazioni cretine con cui state abusando di un cadavere ancora tiepido per i vostri interessi e il vostro bisogno di eroi, di martiri, di tombe su cui pisciare, di nemici inermi, di retorica spicciola per menti pigre che non vi faccia perdere l’aperitivo.

Ce l’ho con voi perché avete tutti torto ed è colpa vostra, della vostra insensata superbia e del vostro turpiloquio se poi la gente muore, gli psicopatici aumentano, gli oceani di innalzano, i mignoli sbattono contro i comodini, gli italiani non fanno più figli, Tiziano Ferro continua a incidere dischi, mi è scaduto lo yogurt in frigo, la fila al supermercato è sempre la più lenta e il linguaggio offensivo la fa da padrone ovunque. Stronzi.

Postilla: se siete arrivati fin qui annuendo, probabilmente dovreste rileggere con più attenzione. Se avete abbandonato la lettura in un qualsiasi punto, vi scrivo qui che avete tutta la mia stima, tanto non lo saprete mai. Se vi siete fatti un'idea su una mia eventuale opinione rispetto all'assassinio di Kirk, probabilmente è sbagliata, ma se vi turba sentitevi liberi di considerarla corretta. Se non credete al fatto che avessi in mente un coccodrillo satirico ed esilarante e pensate che tutto questo pippone sia una copertura, non ditelo a nessuno e reggetemi il gioco; vi offrirò una birra.

4 risposte a “Avete tutti torto, stronzi”

  1. Avatar Leo P,
    Leo P,

    Tutto come al solito godibile e addirittura condivisibile

    Questo “Io non ce l’ho con voi. Ce l’ho con quelli che vi hanno promosso alle elementari, producendo generazioni di adulti con titoli di studio che non hanno contezza della realtà” è purtroppo troppo vero

    Bentornato

    Grazie. Leo

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    1. Avatar Lozirion
  2. Avatar Yaku

    “eh, però allora non si può dire più niente!!!1”

    Si, lo so. Un commento di una riga a un post lungo e ragionato è da stronzi.

    Piace a 1 persona

    1. Avatar Lozirion

      Questo è esattamente il commento che avrei scritto io se avessi letto un pezzo come il mio. 😁

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